Change the Words, Change the World: la campagna per #Youthforchange

da | Gen 15, 2026 | Campagne

Prosegue la rubrica #Youthforchange: semi contro l’odio con la campagna Change the Words, Change the World, ideata da Diana Albani, Stella Arcuri, Carolina Bindi, Alessia Colia, Giorgia Corbetta, Innocenzo Montore L’iniziativa affronta il tema del linguaggio sessista e violento nei testi musicali, con un focus particolare sulla scena trap, spesso veicolo di stereotipi e messaggi degradanti. Propone, inoltre, una contro-narrazione positiva, incoraggiando le giovani generazioni a trasformare gli spazi digitali da luoghi di normalizzazione dell’odio a contesti di consapevolezza, rispetto e partecipazione attiva.

Obiettivi

La campagna nasce con l’obiettivo di stimolare una presa di coscienza critica sul linguaggio sessista e violento presente nei testi musicali, mostrando come parole percepite come innocue, ironiche o provocatorie possano invece contribuire alla costruzione di immaginari discriminanti e alla normalizzazione della violenza simbolica.

Un obiettivo centrale è promuovere una fruizione consapevole della musica, fornendo strumenti per riconoscere e decodificare messaggi problematici. I contenuti, pensati per i linguaggi dei social network, invitano il pubblico a riflettere su ciò che ascolta e condivide, favorendo una partecipazione attiva e responsabile negli spazi digitali.

Infine, la campagna mira a costruire e diffondere una contro-narrazione concreta, attraverso la riscrittura dei testi, l’educazione al linguaggio e la valorizzazione del protagonismo giovanile, trasformando i social media da luoghi di diffusione passiva di messaggi tossici a spazi di consapevolezza culturale e cambiamento collettivo.

Concept

Change the Words, Change the World si fonda sull’idea che le parole non siano semplici strumenti di comunicazione, ma veri e propri agenti culturali capaci di costruire stereotipi, influenzare comportamenti e legittimare atteggiamenti d’odio. Smontando la falsa equazione tra linguaggio offensivo e libertà di espressione, la campagna propone un modello alternativo basato su responsabilità, consapevolezza ed empatia.

L’iniziativa non si limita a denunciare la presenza di contenuti sessisti nei testi musicali, ma costruisce una contro-narrazione attiva, coinvolgendo le giovani generazioni senza polarizzare. Attraverso la riscrittura dei testi, strumenti educativi e contenuti interattivi, la campagna trasforma gli spazi digitali e musicali in luoghi in cui ogni parola diventa una scelta consapevole, capace di includere, rispettare e costruire nuovi immaginari.

Perché funziona

La campagna unisce consapevolezza culturale, strumenti pratici e partecipazione attiva, agendo su più livelli: stimola la riflessione critica sul linguaggio, mostra concretamente come le parole possano rafforzare stereotipi o legittimare violenza e propone alternative concrete attraverso la riscrittura dei testi.

Il format dei contenuti, pensato per i social network, favorisce il coinvolgimento dei giovani, incoraggiando condivisione e discussione. La viralità diventa così uno strumento positivo di diffusione della cultura del rispetto, mentre gli utenti assumono un ruolo attivo: chi ascolta, riflette e condivide diventa parte di una contro-narrazione collettiva, contribuendo a rendere gli spazi digitali più inclusivi e responsabili.

Redazione

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