razzismo

 

Il dossier di Lunaria denominato Il razzismo nell’anno del ritorno delle destre al potere descrive l’evoluzione del razzismo in Italia e le sue tendenze, a partire dall’analisi di 366 casi di razzismo e discriminazione documentati nel corso del 2022.

Segnalazioni dirette, di altre associazioni e il monitoraggio della stampa hanno permesso di documentare 239 violenza verbali, 64 violenze fisiche, 13 danneggiamenti e casi di discriminazione. Numeri che descrivono un razzismo quotidiano, anche se non presentato in prima pagina, e strutturale perché coinvolge trasversalmente le dimensioni della vita pubblica, sociale e culturale.

Il razzismo continua a propagarsi tramite i tradizionali canali quali i social network e, allo stesso tempo, ne utilizza di nuovi: i canali di messaggistica privati. Le chat private – da Whatsapp a Telegram – sono usate da gruppi e organizzazioni neofasciste, xenofobe e razziste per divulgare insulti, minacce e molestie discriminatorie. A farlo presente è la Polizia Postale in un resoconto delle attività svolte nel 2022, in cui evidenzia un incremento dell’utilizzo di questi canali da parte di questi movimenti.

La violenza razzista non si limita alle parole d’odio, ma si sposta sul piano concreto con aggressioni sul lavoro, a scuola e per la strada. Si colpisce per xenofobia, per antisemitismo, per islamofobia e per razzismo. Le vittime di aggressione sono di nazionalità o di origini nazionali diverse. In molti casi, hanno subìto lesioni personali, anche gravi.

Inoltre, la criminalizzazione dei migranti e della solidarietà è tornata al centro del dibattito pubblico ancor prima dell’insediamento del nuovo Governo, preparando un terreno fertile per lo sviluppo di politiche migratorie che affrontano il tema immigrazione e asilo secondo un approccio securitario. Infatti, con il ritorno delle destre al potere sono stati approvati provvedimenti “migranticidi” accompagnati da un frenetico attivismo retorico, politico e istituzionale che ha l’obiettivo esplicito di imporre la propria egemonia culturale, avvalendosi dell’intervento istituzionale.

Oltre alle varie declinazioni del razzismo istituzionale utilizzate dal governo in carica, il dossier illustra il percorso parlamentare di riforma della legge sulla cittadinanza e riporta alcuni esempi di stereotipi razzisti che riproducono l’immaginario collettivo.