Un libro in pillole: La Costituzione non odia

da | Giu 16, 2023 | News

Costituzione

La Costituzione non odia. Conoscere, prevenire e contrastare l’hate speech on line, a cura di Marilisa D’Amico e Cecilia Siccardi, 2021, Giappichelli Editore, 226 pagg., € 32,00

Autrice 1
Dal volume: “Marilisa D’Amico, Prorettrice a legalità, trasparenza e parità di diritti Università degli Studi di Milano, Ordinaria di Diritto costituzionale e fondatrice di Vox-Osservatorio Italiano sui Diritti”.

Autrice 2
Dal volume: “Cecilia Siccardi, assegnista di ricerca in Diritto costituzionale Università degli Studi di Milano e Vox-Osservatorio Italiano sui Diritti”.

Due anime
Due, le prospettive con cui viene affrontato il tema dell’odio online: l’indagine condotta grazie alla mappatura di Vox Diritti e lo studio scientifico nel contesto universitario. “Due anime diverse”, si legge nel volume, “unite dal medesimo obiettivo: promuovere una cultura tollerante, paritaria e contraria alla diffusione di forme di odio e discriminazione”.

La Costituzione non legittima l’odio
Importante, il contributo di Marilisa D’Amico, che con la formula “la Costituzione non odia”, ci ricorda che la nostra Carta è nata con l’intento di reagire a un drammatico passato di violenza e discriminazione. Sebbene esista un vuoto normativo circa l’istigazione all’odio sul web, è possibile ravvisare la ratio delle misure volte a contrastare l’odio e le discriminazioni nel principio di uguaglianza e nella tutela dei diritti inviolabili dell’uomo. Quindi, pur garantendo la libertà di manifestazione del pensiero, di cui all’art. 21, la Costituzione non tollera i discorsi d’odio e impone misure preventive e in alcuni casi anche repressive.

Forme di discriminazione
La discriminazione è un “fenomeno sociale che presuppone una differenziazione ingiustificata tra situazioni simili lesiva, in quanto tale, del principio di eguaglianza”, scrive la giurista Costanza Nardocci. L’odio e l’intolleranza rappresentano il mezzo tramite cui si realizza la discriminazione e, al tempo stesso, sono anche la causa della diffusione delle condotte discriminatorie legate a etnia, religione, genere, orientamento sessuale e disabilità.

Come reagire
Mappare, educare, normare: queste le parole chiave per contrastare il linguaggio d’odio. Raccogliere dati sul fenomeno ci permette di conoscerlo, educare consente di creare una cultura più attenta ai diritti, e normare aiuta a colmare un vuoto legislativo persistente sul tema dell’hate speech online.

Quali regole?
Dalla normativa tedesca alla proposta di legge Avia, avanzata in Francia, fino ai progetti di legge in discussione in Italia: il volume offre uno spaccato esaustivo di come la giurisprudenza ci aiuta a combattere l’odio online.