In occasione della Giornata internazionale della Memoria, lo sguardo si sposta ancora una volta dalle date ai racconti, dai numeri alle vite. Ricordare la Shoah è essenziale per commemorare il passato e interrogare il presente.
Cinema e serie TV hanno un ruolo fondamentale in questo processo, infatti attraverso linguaggi diversi – dal dramma alla satira, dal racconto intimista alla ricostruzione storica – riescono a rendere accessibile una memoria complessa, a coinvolgere emotivamente stimolando uno sguardo critico.
Per questa giornata abbiamo scelto quattro titoli che affrontano il tema da prospettive differenti, mettendo al centro non solo la violenza del genocidio, ma anche le responsabilità individuali e collettive, la resistenza, la banalità del male e la possibilità preservare e scegliere l’umanità.
1. La vita è bella (1997) – Film
Roberto Benigni racconta la Shoah attraverso una scelta narrativa audace: lo sguardo di un padre che trasforma l’orrore del campo di concentramento in un gioco per proteggere il figlio. Guido, ebreo italiano deportato insieme al bambino, usa l’immaginazione come ultimo baluardo contro la disumanizzazione. Il film intreccia commedia e dramma per parlare di amore, sacrificio e resilienza, mostrando come, anche nei contesti più estremi, l’umanità possa resistere. Una pellicola che continua a dividere, ma che ha avuto il merito di avvicinare un pubblico ampio al tema della Shoah, soprattutto sul piano emotivo.
2. La zona di interesse (2023) – Film
Un racconto disturbante e radicale, che sceglie di non mostrare mai direttamente il campo di sterminio di Auschwitz. Il film segue la quotidianità apparentemente serena della famiglia del comandante del campo, che vive letteralmente accanto all’orrore. Il genocidio emerge solo attraverso i suoni, le ombre, il contrasto tra la normalità domestica e la violenza invisibile. È una rappresentazione potente della banalità del male, che interroga lo spettatore sulla capacità di abituarsi all’orrore e di convivere con l’ingiustizia senza metterla in discussione.
3. Jojo Rabbit (2019) – Film
Attraverso la satira, Taika Waititi racconta l’assurdità dell’ideologia nazista dal punto di vista di Jojo, un bambino cresciuto nella propaganda del regime, che ha Adolf Hitler come amico immaginario. L’incontro con una ragazza ebrea nascosta dalla madre diventa il punto di rottura: Jojo è costretto a confrontarsi con la realtà, mettendo in crisi le certezze costruite dall’odio e dall’indottrinamento. Un film che usa l’ironia per smontare i meccanismi della propaganda e mostrare come l’odio sia un costrutto appreso – e quindi, potenzialmente, disimparabile.
4. Transatlantic (2023) – Serie TV
Ispirata a una storia vera, la serie racconta la missione di Varian Fry, giornalista americano che nella Francia occupata del 1940 contribuì a salvare centinaia di artisti, intellettuali e rifugiati ebrei aiutandoli a fuggire dal nazismo. Tra burocrazia, pericoli e scelte morali difficili, emerge una narrazione sulla resistenza civile e culturale, spesso meno raccontata rispetto a quella armata. Transatlantic restituisce complessità alla memoria della Shoah, mostrando come il coraggio possa assumere molte forme, anche silenziose.
Ricordare, oggi, significa anche riconoscere i segnali dell’odio quando si ripresentano nel linguaggio, nelle narrazioni semplificate, nella disumanizzazione dell’altro. Le opere ci ricordano inoltre che la memoria non è solo uno sguardo al passato, ma uno strumento indispensabile per leggere il presente, immaginare un futuro diverso e agire oggi per non restare indifferenti.