A settembre i riflettori della diplomazia internazionale tornano ad accendersi sul contrasto alle discriminazioni.
In questo mese ricorre infatti il 25° anniversario della Dichiarazione Durban e il Piano d’azione (DDPA), adottata nel 2001 durante la World Conference Against Racism in Sud Africa, che rappresenta il pilastro del diritto internazionale laico contro il razzismo e la xenofobia. Per questa occasione l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha convocato un High-Level Meeting mondiale che si terrà il 28 settembre a New York. L’incontro rappresenta un’occasione per accelerare gli sforzi collettivi volti a combattere il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e le forme di intolleranza ad essi correlate.
Dunque riteniamo utile proporre, all’interno della rubrica Visioni Globali, una selezione di film che raccontano la guerra e l’esilio, i confini tra responsabilità individuale e ragioni di Stato, i legami familiari messi alla prova dalla fuga, lo sfruttamento e il razzismo che spesso attendono chi arriva. Sei storie di cinema che aiutano a guardare la migrazione oltre gli stereotipi, restituendo complessità e umanità a un fenomeno troppo spesso ridotto a meri numeri.
1. Persepolis
Dall’Iran alla Francia, Persepolis racconta la storia di Marjane, costretta a confrontarsi con guerra, repressione, esilio e ricerca della propria identità. Un film sul sentirsi stranieri, sul peso dei pregiudizi e sul difficile significato di sentirsi “a casa”.
2. L’ordine delle cose
Un funzionario italiano viene mandato in Libia per gestire una missione legata ai flussi migratori. Attraverso il suo sguardo, il film mette in discussione il confine tra responsabilità individuale e ragioni di Stato, mostrando il volto umano nascosto dietro le politiche migratorie.
3. Clara
Una famiglia siriana affronta un viaggio attraverso l’Europa alla ricerca di sicurezza e di un futuro possibile. Clara ci porta dentro la realtà di chi fugge, mettendo al centro legami familiari, paura e speranza, e interrogandoci su cosa significhi davvero accogliere.
4. Mediterranea
Ayiva attraversa il Mediterraneo dal Burkina Faso all’Italia inseguendo la speranza di una vita migliore. Ma il viaggio non finisce con l’arrivo: sfruttamento, precarietà e razzismo raccontano quanto sia difficile trovare un posto nella società. Un film sul diritto a una vita dignitosa, oltre ogni stereotipo.
5. Lamerica
Nel caos dell’Albania post-comunista, due italiani si trovano coinvolti in una storia che intreccia migrazione, memoria e identità. Lamerica rovescia la prospettiva e ci ricorda che anche gli italiani sono stati migranti: una riflessione potente su chi parte, chi arriva e su quanto sia fragile il confine tra “noi” e “loro”.
6. Io Capitano
Seydou e Moussa lasciano Dakar sognando l’Europa, ma il viaggio verso l’Italia si trasforma in un’odissea attraverso il deserto, la Libia e il Mediterraneo. Garrone racconta la migrazione dal punto di vista di chi parte, restituendo dignità e sguardo a chi solitamente resta senza voce.
