Disattiva l’odio e attiva ciò che unisce

da | Giu 18, 2026 | Campagne, News

“Disattiva l’odio. Attiva ciò che unisce” è il messaggio che accompagna il reel realizzato dalla Rete contro l’odio in occasione della Giornata internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio del 18 giugno.

Una formula semplice che richiama una sfida complessa, in virtù della natura multidisciplinare del contrasto ai discorsi d’odio e delle azioni di intervento necessarie sia quando l’odio si manifesta in modo esplicito, sia quando l’hate speech cresce silenzioso fino ad una escalation irreversibile di violenza. Dunque, in ottica preventiva, bisogna creare le condizioni che rendono possibile il dialogo, il rispetto delle differenze e la partecipazione di tutte le persone alla vita sociale e democratica.

È una prospettiva che accomuna il lavoro delle Nazioni Unite, dell’UNESCO, del Consiglio d’Europa e delle organizzazioni della società civile impegnate nel contrasto all’hate speech.

 

La scelta del 18 giugno come data ufficiale

Nel 2021 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione dedicata alla promozione del dialogo interreligioso e interculturale e della tolleranza come strumenti fondamentali per contrastare i discorsi d’odio.

Con la stessa risoluzione è stata istituita la Giornata internazionale per il contrasto ai discorsi d’odio, fissata al 18 giugno, una data che richiama il lancio della Strategia e Piano d’Azione delle Nazioni Unite sui discorsi d’odio presentata il 18 giugno 2019.

La decisione è nata dalla crescente preoccupazione per la diffusione globale di contenuti d’odio, discriminazione e incitamento alla violenza, fenomeni che trovano oggi una particolare amplificazione negli ambienti digitali.

Secondo le Nazioni Unite, i discorsi d’odio rappresentano una minaccia per la pace, lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la prevenzione dei conflitti. Per questo motivo il loro contrasto non può essere affidato esclusivamente alle istituzioni, ma richiede il coinvolgimento dell’intera società.

 

Costruire alleanze per attivare ciò che unisce

Il tema Hate Speech – Free Democracy scelto dalle Nazioni Unite per la No Hate Speech Week del 2026 pone al centro il valore delle partnership nel contrasto ai discorsi d’odio.

Razzismo, misoginia, intolleranza religiosa, ostilità verso le persone LGBTQIA+, antiziganismo e altre forme di discriminazione continuano a limitare la partecipazione di molte persone alla vita pubblica e ad alimentare fenomeni di esclusione.

Infatti, la Strategia ONU specifica quanto l’hate speech colpisca l’intera società e che, proprio per questo, è necessario adottare un approccio capace di coinvolgere istituzioni, organizzazioni della società civile, scuole, università, mezzi di informazione, piattaforme digitali e cittadinanza.

Le Nazioni Unite evidenziano, inoltre, l’urgenza di rafforzare strumenti e strategie capaci di interrompere i cicli dell’odio e promuovere empatia, comprensione reciproca e rispetto della diversità, specialmente in contesti segnati dall’aumento dei conflitti e della polarizzazione. Allora la creazione di spazi comuni di attivazione e contrasto ai discorsi d’odio rende possibile l’edificazione di una società democratica in cui le differenze non siano più percepite come una minaccia.

 

Cos’altro serve per disattivare l’odio?

Tuttavia ad oggi, la rimozione dei contenuti offensivi o la discussione delle responsabilità delle piattaforme digitali non basta.

Come ha affermato Mariya Gabriel, Direttrice generale aggiunta per la comunicazione e l’informazione dell’UNESCO:

Per contrastare l’incitamento all’odio non bastano la moderazione e la regolamentazione. È necessario anche dotare le persone delle capacità di pensiero critico, della consapevolezza etica e delle competenze digitali necessarie per orientarsi nell’odierno panorama informativo.

L’educazione ai media e all’informazione rappresenta infatti uno strumento fondamentale per riconoscere stereotipi, manipolazioni e narrazioni discriminatorie. E nella stessa direzione si colloca la riflessione di Asja Roksa-Zubcevic, autrice del brief UNESCO Media and Information Literacy: Combating Hate Speech in the Digital Age:

L’incitamento all’odio non può essere contrastato solo con soluzioni tecnologiche. Per costruire società resilienti sono necessari investimenti nell’istruzione, nel pensiero critico e nell’alfabetizzazione mediatica e informatica.

Dunque, emerge che per disattivare l’odio vadano rafforzare quelle competenze che permettono alle persone di comprendere la complessità, verificare le informazioni e riconoscere i meccanismi che alimentano discriminazioni e ostilità, una filosofia/metodo che anima le azioni della nostra Rete e che ci impegniamo a promuovere.

Redazione

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