Visioni Globali: identità LGBTQIA+ nella storia del cinema italiano

da | Mag 17, 2026 | News

Costruire una selezione di film che attraversi le tante soggettività che compongono la comunità LGBTQIA+ è un esercizio difficile, e per la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransinterafobia abbiamo scelto di farlo attraverso la storia: cinque film che coprono vent’anni di cinema italiano — dal 2001 al 2025 — e che hanno aperto uno spazio che prima non esisteva, sullo schermo e nel dibattito pubblico. Titoli che portano il segno del tempo in cui sono usciti e della fatica che è costata raccontare quelle storie, e che coprono soggettività diverse proprio perché i movimenti che li hanno resi possibili erano, per necessità, intersezionali. Una linea del tempo di ciò che il cinema ha reso visibile, per capire da dove veniamo e quanta strada resti ancora da fare sul piano dei diritti.

 

Le fate ignoranti (2001)

Probabilmente il primo film a portare il tema LGBTQIA nel mainstream italiano, uscito in un momento di cambiamento culturale. Nel film sono rappresentate, in modi più o meno espliciti, molte soggettività della comunità LGBTQIA; il tema è stato poi ripreso e ampliato nella serie TV omonima del 2022. In entrambe le produzioni alcuni ruoli sono interpretati da persone LGBTQIA, pur senza una strategia di casting esplicitamente orientata alla rappresentatività.

 

Viola di mare (2009)

Ambientato nella Sicilia ottocentesca, racconta la storia vera di una donna che deve travestirsi da uomo per poter vivere il suo amore con un’altra donna; interpreta i ruoli principali Valeria Solarino e Isabella Ragonese. Pur senza un approccio centrato sul casting LGBTQIA+, il film è stato importante perché, come opera diretta da una donna, ha contribuito a raccontare il desiderio femminile con uno sguardo meno filtrato dal punto di vista maschile.

 

Arianna (2015)

Uno dei rari film italiani ad affrontare il tema intersex con serietà e delicatezza; mantiene un tono autoriale ma ha garantito visibilità al tema attraverso festival e dibattiti pubblici, contribuendo a rompere tabù e a introdurre l’intersex nella conversazione culturale nazionale.

 

Il ragazzo dai pantaloni rosa (2024)

Film che segna un passaggio importante per il cinema mainstream italiano nell’affrontare il bullismo omofobico; presentato alla Festa del Cinema di Roma, racconta la storia vera di Andrea Spezzacatena, il quindicenne vittima di persecuzioni a scuola che si tolse la vita nel 2012. Ha avuto forte impatto emotivo e mediatico, contribuendo al dibattito pubblico su sicurezza scolastica, prevenzione e supporto alle vittime.

 

Unicorni (2025)

Tra i primi tentativi del recente cinema mainstream italiano di parlare di varianza di genere in età infantile in modo accessibile a un pubblico ampio. Segue la storia di un bambino che esplora identità ed espressione di genere e mostra come famiglia, scuola e società reagiscono; la sua rilevanza sta nell’aver spostato il tema fuori dai soli circuiti queer o d’autore verso una commedia/dramedy rivolta al grande pubblico.

 

Redazione

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