In occasione della Giornata Internazionale della Solidarietà Umana, che ricorre il 20 dicembre, vogliamo ricordare che i diritti umani iniziano dalle parole — da come le usiamo, da come le insegniamo, da come scegliamo di trasformarle in azioni concrete.
Riprendiamo così a condividere idee, progetti e campagne nate all’interno del percorso #Youthforchange: semi contro l’odio. La campagna che presentiamo oggi si intitola “Love is Our Habitat” ed è stata ideata da Aloisi Gaia Chiara, Borghi Elena, De Rosa Gaia, Flisi Elena, Meloni Sara e Moranda Alessio, studentesse e studenti del corso di Digital Skills – CIMO dell’Università Cattolica di Milano.
Attraverso una narrazione ispirata al mondo animale, Love is Our Habitat invita a riflettere su empatia, collaborazione e rispetto come elementi fondamentali della convivenza, mostrando come l’odio non sia una condizione naturale, ma una costruzione culturale che può essere contrastata con consapevolezza e responsabilità.
Se avete un progetto o un’idea di campagna social che desiderate condividere, potete scriverci a: info@retecontrolodio.or
Obiettivi
La campagna Love is Our Habitat nasce con l’intento di stimolare una riflessione profonda sul ruolo che il linguaggio e i comportamenti quotidiani hanno nella diffusione, ma anche nel contrasto, dei discorsi d’odio. Attraverso una narrazione empatica e accessibile, ispirata al mondo animale, il progetto mostra come collaborazione, rispetto e inclusione non siano valori astratti, ma condizioni essenziali per la convivenza, sia online che offline.
La campagna si rivolge a pubblici diversi, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sull’impatto reale dell’hate speech, superando la polarizzazione e proponendo contronarrazioni capaci di coinvolgere senza dividere. Allo stesso tempo, valorizza il protagonismo delle giovani generazioni come attori e attrici del cambiamento, incoraggiando una partecipazione attiva e responsabile negli spazi digitali. L’obiettivo finale è trasformare la consapevolezza in azione concreta, contribuendo alla costruzione di un ambiente comunicativo più sicuro, inclusivo e rispettoso, in cui le parole tornino a essere strumenti di dialogo e non di esclusione.
Il concept
Il concept di Love is Our Habitat nasce dalla consapevolezza che gli animali suscitano tenerezza ed empatia in molte persone, indipendentemente da età, cultura o contesto sociale. Proprio per questo, sceglierli come protagonisti della campagna permette di abbattere le resistenze emotive e di stimolare una riflessione spontanea e immediata, evitando la polarizzazione che spesso caratterizza i discorsi sull’odio. Il mondo animale viene così utilizzato come chiave narrativa per mettere in discussione una rappresentazione diffusa della natura come luogo dominato esclusivamente dalla “lotta per la sopravvivenza”. Al contrario, molte specie basano la propria esistenza su cooperazione, solidarietà e supporto reciproco. Smontando il mito della competizione come unica strategia possibile, la campagna propone un modello alternativo di convivenza, in cui collaborazione ed empatia diventano valori centrali anche per la società umana, soprattutto negli spazi digitali che condividiamo ogni giorno.
Perché funziona
Love is Our Habitat funziona perché sceglie di parlare di odio senza riprodurne i meccanismi. Invece di puntare sul conflitto o sulla contrapposizione, la campagna adotta un linguaggio empatico e universale, capace di raggiungere pubblici diversi senza innescare difese o irrigidimenti. Il ricorso al mondo animale abbassa le barriere emotive, stimola curiosità e identificazione e consente di affrontare temi complessi in modo immediato e accessibile.
Il concept è inoltre rafforzato dall’integrazione di dati, riferimenti storici e fatti di attualità, che ancorano la narrazione alla realtà e ne aumentano la credibilità. La combinazione di storytelling visivo, contenuti brevi e coerenti sui social e una call to action chiara rende il messaggio riconoscibile e facilmente condivisibile, favorendo non solo la riflessione, ma anche l’attivazione concreta delle persone.